Trinko insegnò anche a studenti e seminaristi sloveni della Benecia. Lo sloveno fu introdotto come materia di insegnamento anche al Seminario Minore di Gorizia alcuni anni dopo la Grande guerra e sulla base dell’italiano come lingua d’insegnamento dato che gli studenti conoscevano solo il dialetto. Trinko compilò così una Grammatica della lingua slovena ad uso delle scuole (Gorizia 1930).

Erano necessari pure gli esercizi e per essi Trinko contattò il prof. Anton Kacin.

Furono pubblicati come Esercizi per la grammatica di Giovanni Trinko (Gorizia 1931). Il Kacin su sua richiesta stilò anche il Pisano polje cui per la censura allora imperante aggiunse anche il titolo in italiano Campo fiorito. Dodatek Vajam za slovensko slovnico Ivana Trinka  (Integrazione agli Esercizi per la grammatica di Giovanni Trinko) (Trieste 1932).

All’Accademia di Udine tenne lezioni su Gli studi del prof. B. de Courtenay sui dialetti slavi del Friuli (atti 1904-05, Udine 1906).

Conosceva il Courtenay di persona e collaborò con lui (vedi: Rado Lenček, Dvanajst pisem Ivana Trinka B. De Courtenayu (Dodici lettere di Ivan Trinko a B. de Courtenay), Trinkov koledar 1980).

Per assistenza e consigli in materia linguistica si rivolgevano a Trinko vari studiosi: Adolf Černy, Vatroslav Jagić, Vinko Oblak, Franc Kos, Arturo Cronia ed altri.

Già nel 1917 scrisse due articoli polemici contro le tesi del prof. Bruno Guyon (PSBL I, pp. 517-19): Questioni toponomastiche linguistiche Ancora questioni toponomastico-linguistiche (rivista Marzocco, Firenze 1917).

In essi dimostrò di conoscere l’etimologia dei toponimi sloveni della Benecia e respinse con estrema fermezza le tesi del Guyon sostenendo che  per fornire l’etimologia delle parole “non basta che uno sappia parlare il dialetto di S. Pietro al Natisone ridotto all’osso e spesso senza la grammatica, e fare riferimento soltanto a qualche dizionario etimologico”.

Per amore dei propri conterranei beneciani collaborò con un  gruppo di sacerdoti all’adattamento del Katekizem za Slovence videmske nadškofije na Beneškem (Catechismo ad uso degli sloveni della Benecia nella diocesi di Udine) del Podreka  (1869, 1911) che fu pubblicato con il titolo Katoliški katekizem (Catechismo cattolico) a Gorizia nel 1928.

Allo stesso scopo uscirono Naše molitve. Molitvenik za beneške Slovence (Le nostre preghiere. Libro di preghiere per gli sloveni della Benecia) (Gorizia 1951).

A causa della dedica Oporoka Beneškim Slovencem (Testamento agli sloveni della Benecia) di Trinko il libro fu osteggiato dalle autorità italiane del tempo.

 

In merito alla religione e alla lingua Trinko scrisse due lettere al Papa, la prima nel 1933 quando le autorità fasciste vietarono nella Benecia sia le prediche che l’insegnamento del catechismo in sloveno; la seconda il 18 settembre 1936 a nome degli sloveni dell’arcidiocesi udinese e dei suoi sacerdoti in merito alla tragica situazione dovuta all’assenza dello sloveno nelle chiese e con la preghiera di un intervento in merito (pubblicato in Trinkov koledar 1983, pp. 37-41).

Non ebbe risposta a nessuna delle due lettere.

 

 

 

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