Aldo Clodig (Klodič)

Operatore culturale, creativo e poeta

Clodig-Grimacco, 06.10.1945 – 02.02.2015

 

E’ nato nella famiglia Clodig – Tedolenjih dove tra il 19. e 20. secolo, hanno avuto le proprie radici famosi intellettuali (Anton Klodič, Maks Klodič…). Dopo la maturità a Udine, nel 1965 ha lavorato come impiegato in una ditta di trasporti e poi in banca a Cividale fino al pensionamento. Già in giovane età ha preso coscienza che è necessario lottare contro l’assimilazione affinchè la Benecia non perda la propria anima.  La sua prima apparizione ufficiale risale al 1967 quando, insieme ad Anton Birtig  e Pietro Medves, ha cantato al Dan Emigranta a Cividale.

Verso la fine degli anni sessanta, ha iniziato a collaborare con il cappellano di Liessa Rino Marchig, suo grande amico,  e a cantare nel rinnovato coro  Rečan. Nel coro e’ rimasto costantemente attivo come cantore e per diversi anni anche dirigente. Negli anni ottanta ha costituito l’ottetto misto Trepetički con il quale ha dato nuova forma alle canzoni popolari facendole accompagnare dalla chitarra di Kekko. 

Faceva parte del gruppo degli intellettuali sloveni che nel 1969 hanno costituito il circolo culturale Rečan, circolo del quale è stato l’anima.  Nel suo impegno culturale ha sempre fatto in modo che il circolo fosse fortemente ancorato all’ambiente in cui era nato e ha sempre cercato di inserire nell’attività culturale anche i ragazzi. Ciò è stato possibile grazie alla fiducia che riponeva nei giovani  offrendo loro l’appoggio e l’opportunità di esprimersi culturalmente.

Amava la lingua materna e le tradizioni, ma era anche convinto che il patrimonio culturale debba essere rinnovato e sviluppato. Da questo pensiero è nata l’idea del Festival della canzone delle Valli (Senjam Beneške Piesmi), che il circolo ha organizzato la prima volta nel 1971 e che ancor oggi è una delle più amate manifestazioni culturali della Benecia.  Al Festival, la prima volta, ha vinto proprio una canzone di Aldo Pustita nam rože po našim sadit (Lasciateci seminare i fiori a modo nostro) che è ancor oggi il manifesto culturale della Benecia. Questo è anche il titolo delle raccolte (fino ad oggi 3) dove sono inseriti i testi delle canzoni dei Festival dei primi 30 anni, Molte di queste sono state scritte da lui. 

Ha collaborato ed è stato direttore del Beneško gledališče, per il quale ha scritto diversi testi e curato diverse regie.  Nel 1994, molto prima della caduta dei confini,  è stato l’ideatore della camminata “Al di la della linea immaginaria” tra Topolò e Luicco (Slovenia) che ha finalmente riunito le due vallate divise da un assurdo confine. E’ stato socio fondatore del circolo transfrontaliero PoBeRe e di numerosi altri circoli e associazioni locali.

Scriveva poesie e nel 2009 ha pubblicato la raccolta Duhuor an luna (il gufo e la luna) . Le sue poesie sono pubblicate anche nell’antologia Besiede tele zemlje (Le parole di questa terra) e in altre raccolte Ha collaborato con il giornale Novi Matajur, Trinko koledar, ha curato il libro sulla camminata  Čez namišljeno črto,  il libro Hostne med zgodovino an legendo, ed altre pubblicazioni edite dal c.c. Rečan.

Consapevole della sua identità slovena, stimolava il dialogo tra la gente, dava molto valore alla tradizione popolare (ha tra l’altro riproposto l’antica tradizione della novena di Natale nella parrocchia di Liessa) ma sempre nella convinzione che la nostra comunità deve stare al passo con i tempi e apprendere anche la lingua letteraria. Per questo è stato anche tra i fondatori del Zavod za slovensko izobraževanje (Istituto per l’istruzione slovena) e della scuola bilingue e membro del consiglio direttivo fino alla statalizzazione della  nel  2001. E’ stato anche socio e consigliere nell’Istituto per la cultura slovena (ISK). 

Ha ottenuto il riconoscimento Gujonovo Priznanje.

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